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Il Principe Carlo farebbe meglio a non parlare ………..o al massimo di ecologia e “cavalli”
Pubblicato da Miriam in cronaca, Diario, gossip, Riflessioni, Satira, Uncategorized, Varie il 21 novembre 2010
Il povero principe Carlo d’Inghilterra non ne fa mai una giusta. In un certo senso mi fa quasi simpatia. E’ un po’ un triste figuro. Vede tutto nero, ha visioni ecologiste catastrofiche. E soprattutto sceglie malissimo le sue donne.
Di certo non è un bello, ma con i titoli che ha e con la possibilità di essere il Re d’Inghilterra avrebbe potuto pretendere meglio.
Anche la decantata Lady D. era una instabile mentale, che se fosse stata leggermente più normale sarebbe viva e vegeta, vicino ai sui figli e futura Regina. Nessuno le impediva di avere amanti, per di più squallidissimi, ma ha praticamente abbattuto la monarchia inglese, facendo grave danno anche ai suoi stessi figli.
Il principe Carlo, sembra un debole e complessato, se veramente ama la sua Camilla avrebbe dovuto sposarla prima. Adesso si è impegolato in una situazione da cui non riuscirà a tirarsi fuori. Forse da morto avranno qualche buona parola su di lui. Alla fine si è dignitosamente cresciuto due figli, preso il disprezzo di mezzo mondo sulle spalle, e nonostante questo ha trovato alla fine il coraggio di sposare l’amante di lunga data.
Per lui meglio Camilla che Diana, se non fosse per l’erede più belloccio, ma non meno impavido riguardo le scelte matrimoniali, Camilla era la prima moglie perfetta.
Credo che diventerà Re e Camilla Regina, come la legge permette e tradizione vuole, quanti Re o Regine non sono stati amati prima di loro, alla fine il povero Carlo proteggerebbe ancora suo figlio permettendogli una vita quasi normale da communer che si è scelto, prima di diventare Re a sua volta e vivere ingabbiato a vita.
Certo come la Regina Elisabetta nessuno GOD SAVE THE QUEEN!
Presentiamoci
Primo post, presentiamoci sono genovese di nascita, e questo sarà solo il mio inizio di navigatrice per il mondo. Roma, New York, Tel Aviv, sono state e sono le mie “case “ dove ho vissuto, o vivo ancora, errante e senza terra, ultima di una famiglia dove siamo tutti nati in una città e nazione diversa.
Mi definirei cosmopolita, curiosa, amante del bello, il puro, ovunque esso sia, dall’arte, alla musica al cibo. Agnostica convinta ho una sola fede: il caffè espresso.
Cosa non mi piace: l’ipocrisia imperante, la mancanza di ironia, le persone che non sanno ridere, quelle che si prendono terribilmente sul serio, chi continuamente suggerisce consigli ed infine la mia categoria preferita, gli ottimisti e i “buonisti”.
Sono orgogliosamente cinica, pessimista, sofferente di emicranie, amante di stilografiche e musica classica.






