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Ma quanto mi sono rotta di essere gentile!

Uff! sono proprio stufa, sempre rotta fino all’inverosimile. Accidenti pure alla mia famiglia che ci ha cresciuti come dei perbenino, educati, corretti e di buone maniere.

Basta che mi vedono, anzi pure che non mi vedono quando sono online, che la mia educazione passa per libero accesso a cercare di fare i galletti.

Poi adesso che vivo all’estero da anni le cose non sono migliorate. Cresciuta a Roma, da non romana, cosa che mi hanno incessantemente ricordato per i miei primi 25 anni appena aprivo bocca, anzi ancora ora se incontro qualche romano… so come difendermi. Bella palestra vi assicuro, i romani non scherzano.

Gli americani, da New York al Midwest sono agghiaccianti, quelli si sentono superiori in virtu’ di essere nati a stelle e strisce. Io li rimanderei a studiare l’inglese…

Adesso poi vivo in Israele, ah …mi domando perché non riescano a fare la pace, sono uguali…. La media è micidiale…. Sono 6 mesi che sto’ combattendo strenuamente per una ristrutturazione banalissima. Mi stanno facendo letteralmente delirare. Ritardi, arroganza ed incompetenza sono veramente da scriverci un libro. Il mio avvocato aveva ragione, dovevo far notarizzare tutto, così gli potevo fare causa. Mi aveva avvertito, “Non hai idea in che cosa ti stai infilando”. L’architetto-amica, dopo l’ennesimo errore, è sparita!, ripago per la seconda volta il pannello elettrico, l’internet dopo la sesta volta, mi sono arresa ed ho chiamato degli ingegneri russi per risolvere il problema.

La cucina è stata un programma, mi stavano installando una cucina che non avevo ordinato e mi volevano anche convincere a prenderla ugualmente. Da due settimane, l’ho ricevuta con un mese e mezzo di ritardo, sentendomi sempre dire, “vengo la prossima settimana”. Ultima chicca il tecnico del gas che mi ha fatto la linea in casa, e che ancora mi deve mandare la ricevuta! dopo 2 mesi, leggo sui giornali siede in prigione arrestato per negligenza in una storiaccia di una fuga di gas che ha provocato vittime e feriti… Immagino che neanche ci pensava minimamente a mandarmela ….

Allora cosa si deve fare? Diventare barbari? Maleducati? Aggressivi? Non salutare? Cosa devo insegnare alle mie figlie? Essere come “noi” o come “loro”?

 

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Americani in Israele

Ieri sera ho ricevuto la visita della migliore amica di mia cognata che per lavoro è in Israele per 10 giorni.

Classica manager pubblica ebrea americana, super liberal, quello che in Italia definiremmo una sessantottina, ma ovviamente munita di $$$ dello Zio Sam.

Ammetto che a stento vorrei incontrare i parenti di mio marito, adesso pure i loro amici. Ma questa è una “Amica” con l’A maiuscola e così mi tocca subire.

Bossy” come tutte le americane mi scompiglia la giornata, la incontriamo, l’ennesima cena alle sei del pomeriggio, in virtu’ delle loro abitudini alimentari barbariche, ed incomincia la sequela di luoghi comuni su Israele che non finisce più.

Il primo, ovvio, “ma è tutto così tranquillo”, manco ci dovessero essere i cecchini all’angolo di ogni strada. A seguito, “fa caldo” ……..come se non si rendessero conto che viviamo in Medioriente; poi sorpresa per il traffico, magari pensano che usiamo i cammelli………. Per poi rimanere stupiti che abbiamo ottime scuole pubbliche ed un servizio sanitario nazionale che Obama neanche se lo fanno santo ci riesce a farlo in America.

L’ultima, mi veniva proprio da ridere, “Ma avete il Wi-Fi sugli autobus?!” Ebbene sì abbiamo l’aria condizionata e Wi-Fi sugli autobus, anche qui se lo sognano ………..

Così se ne è tornata a casa spero con un’altra visione di Israele, che aveva visto prima che nascessi, e continuava a giudicare come una nazione sottosviluppata.

Peccato che fosse lei a risaltare qui con le sue fiammanti scarpe da ginnastica bianche, zainetto e pregiudizi tipici a stelle e strisce.

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Ma perché gli americani cenano alle 17:30?

Ma perché gli americani cenano alle 17:30? E peggio ancora mantengono le loro usanze anche se vivono all’estero?

Per me è un mistero. Quando vivevo a New York non mi ero resa conto dell’incredibile modo di vivere del ceto medio americano. Nella città dove non si dorme mai, di certo alle 5 e mezza del pomeriggio non si mangia la cena, c’è l’happy hour.

Ahimè quando mi sono trasferita nel Midwest, St. Louis Missouri, per lavoro, la vera America mi ha investito come un macigno. Mangiano come i bambini, alle cinque e mezza.

Massimo sei della sera. Corrono nei loro suburbi, villetta con giardino, barbecue, e cane, e mangiano presto ed a letto con le galline ………

Ma mi domando perché mantenere le usanze micidiali anche quando vivono all’estero? Purtroppo sono stata invitata a cena da una bella famigliola a stelle e strisce, ed eccolo là, sei un quarto, dicono tardi!! Specifico che viviamo in Medioriente, alle 18:15 fa ancora un caldo ……. Al massimo mi prenderei una bibita gelata, o proprio volendo fare compagnia un caffè e torta. Ma una cena completa?!

Vorrei chiamarmi malata, ma sono così carini e rubicondi, proprio non si può. Cosi saltiamo tutti il pranzo, e possiamo mangiare ad ora inusuale. Alla fine sono romana di adozione, vi immaginate una bella paiata a quest’ora?

Preparo l’alcaselzer …..

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Ma dove finiscono i calzini?

Anche questa mattina sono sopravvissuta all’ennesimo tantrum di mia figlia per i “missing socks”, parliamo inglese in casa, i calzini perduti.

Da quando mi sono sposata è una maledizione che mi perseguita, si perdono continuamente, mio marito, le bambine e pure i miei. Io che ho viaggiato in lungo e in largo con 6 paia. E non li perdevo.

Adesso, siamo al ridicolo, li mettono una volta ed è la morte del calzino. Ho una montagna di calzini spaiati che è da ridere.

Vi assicuro che non si trovano, roba da matti, periodicamente mi arrendo e butto quelli che proprio non si accoppiano più.

Ma dove vanno a finire? Liquefatti dai lavaggi? Scappano di notte per non soffrire la presenza dei nostri piedini?

Ogni volta che vado a comprarli in quantità industriale da un tipo che solo a vederlo è da fargli una foto, stile “tamarro” israeliano che più di così non si può, ormai mi fa anche lo sconto.

Finalmente silenzio, figlia a scuola senza calzini preferiti, tanto qui fa caldo per fortuna nostra, l’altra sempre in Crocs così ho abolito il problema, e metto nella mia “to do list” comprare calzini per l’ennesima volta.

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