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Mi hanno dato le Maschere anti-gas!
Pubblicato da Miriam in cronaca, Diario, Israele, Riflessioni, Storie di Vita Vissuta, Varie il 6 novembre 2010
Oggi è una bellissima giornata novembrina, 27 gradi un cielo terso ed azzurro. Prendo la posta e c’è un volantino del Home Front Command che invita la popolazione ad andare a prendere le maschere anti-gas al centro di distribuzione aperto nel centro comunale per un mese.
In alternativa si può chiamare un numero ed ordinarle per fartele arrivare comodamente a casa.
Lo leggo un paio di volte, e non mi piace proprio, chiamo il numero e chiedo di parlare in inglese, quando mi innervosisco voglio capire tutto al 100% in una lingua che non mi agita di per se.
Dopo neanche 10 minuti mi richiamano. Una gentilissima ma ferma operatrice, madrelingua inglese mi dice che non c’è nessun motivo di panico (!) che la distribuzione è preventiva. Allora, tranquillizzata, le chiedo se le posso ordinare, visto che con il corrispettivo di 5 Euro potrei evitarmi la fila.
Mi dice di attendere ……….. poi la risposta che mi manda in panico totale, “Guardi Signora, potremmo portarle il 9 dicembre, io le consiglio di andarle a prendere oggi”. Dice oggi in modo fermo. Come per dirmi in modo non detto, VAI ADESSO.
Io ringrazio ed ovviamente nel pomeriggio, il primo giorno di distribuzione, mi precipito a prenderle.
La fila è ordinata, moltissimi stranieri come me, ma moltissimi israeliani. C’è un numero impressionante di kit. Neonato, bambino, adulto, disabile. Il video è complicato. C’è un silenzio irreale, in uno Stato che normalmente sembra un misto fra Napoli e Roma.
Torniamo a casa con le nostre 4 maschere antigas, riflettendo sulla giornata. Mia figlia più grande mi chiede se siamo in guerra, io le assicuro di no, che è solo per precauzione, che non si deve preoccupare. Sono così difficili da mettere insieme che c’è da pregare che non le dovremo mai usare.
Paura? Sì quella che nel mio più remoto angolo del cervello ho sempre da quando viviamo qui. Ogni volta che azionano le sirene, spesso non informano bene quando fanno le esercitazioni, mi provocano sempre un mini collasso nervoso.
Adesso le ho messe via e cerco di non pensarci. Invidio gli israeliani, sono così calmi, o forse sono fatalisti. Noi “stranieri” abbiamo sempre un Piano B, parenti all’estero, amici, loro no.
I giornali non ne parlano, tutto fatto come ordinaria amministrazione, dovrebbe rassicurarmi ma non ci riesco proprio. Forse oggi sono diventata un po’ più israeliana, non ho fatto ancora il biglietto aereo per andar via. Ho aperto il PC, spedito i miei articoli, mandato le bambine a scuola, come sempre, come “loro”. Ma quando mia figlia mi ha chiamato per dirmi che aveva scordato i soldi per la merenda mi e’ saltato il cuore in gola!! Ammetto che l’ho dotata di cellulare messo in una tasca dello zainetto ………. In caso di emergenza ………..
Presentiamoci
Primo post, presentiamoci sono genovese di nascita, e questo sarà solo il mio inizio di navigatrice per il mondo. Roma, New York, Tel Aviv, sono state e sono le mie “case “ dove ho vissuto, o vivo ancora, errante e senza terra, ultima di una famiglia dove siamo tutti nati in una città e nazione diversa.
Mi definirei cosmopolita, curiosa, amante del bello, il puro, ovunque esso sia, dall’arte, alla musica al cibo. Agnostica convinta ho una sola fede: il caffè espresso.
Cosa non mi piace: l’ipocrisia imperante, la mancanza di ironia, le persone che non sanno ridere, quelle che si prendono terribilmente sul serio, chi continuamente suggerisce consigli ed infine la mia categoria preferita, gli ottimisti e i “buonisti”.
Sono orgogliosamente cinica, pessimista, sofferente di emicranie, amante di stilografiche e musica classica.







