La vita si sa non è mai quella che ci si aspetta, e qualcuno di noi poi è perseguitato dalla sfortuna.
Avete presente la nuvoletta che fa piovere solo sul malcapitato di turno?
Ecco penso che questa dovrebbe essere l’immagine del caregiver, quei milioni di persone che un giorno della loro vita si sono alzate e sono state gettate nelle fauci del sistema medico assistenziale. Non come malati ma come assistenti, coniugi, figli, parenti di chi è malato.
Tolto il dolore e lo choc, di cui una proprio non si riprende, inizia una discesa spesso tragicomica agli inferi. Di botto si DEVE diventare competenti in medicina, perché altrimenti i medici, bistratteranno sia il malato che te.
Si dovranno affilare le armi contro infermiere e segretarie per prendere appuntamenti e prescrizioni, perché poverine si scocciano quando hanno a che fare con i malati veri.
Si scoprirà in anticipo di come i medici spesso e volentieri carichino il caregiver di responsabilità, siamo a scelta i loro alleati, per far funzionare la terapia da loro prescritta, o i loro nemici se ci opponiamo in difesa dei nostri cari.
Incominciamo anche a perdere gli amici. Se parli e sei giù di morale ti dicono ma perché sei depressa! C’è di peggio! Se non parli, l’ovvio, non ci si deve tenere tutto dentro..
Il peggio è l’altra parte tragicomica. Nella fortuna di non avere un cancro o un tumore, ma una malattia cronica e invalidante, magari che non si vede e impietosisce, e beh non attira proprio molte simpatie. E che sarà mai! Si continua a vivere no! Chiedetelo ad un caregiver, quanto sia facile vedersi la vita rivoluzionata, trasformarsi in un paramedico part-time, continuare a lavorare quanto si può e continuare a vivere come prima….
Come si dice anche nella sfortuna si deve essere fortunati, se Angelina Jolie invece dei rifugiati fosse stata promotrice dei diritti del malato e caregiver avremmo pure un fiocco colorato a tirarci su il morale. Invece neanche questo, non buchiamo lo schermo, vuoi mettere un’orda di rifugiati con primo piano di bei bambini, contro malati e caregiver furibondi che la loro battaglia quotidiana è far quadrare i conti e le spese mediche?
La solidarietà invece viene da altri malati, ti dicono come fare per gli appuntamenti, medicine, quale medico evitare come la peste. E da amici e ex colleghi che anche loro sfortunatamente sono malati. Ci sono dei giorni che senza il mio amico D. non so come avrei fatto. Proprio vero, mal comune mezzo gaudio.
Se avete qualche esperienza tragicomica lasciatemela in un commento! Magari ne facciamo una bella collezione e la pubblichiamo online.







#1 by massimo on 23 giugno 2011 - 10:26 pm
Capisco benissimo la situazione dal 30 giugno seguiro mia madre ammalata di alzheimer ……..abbiamo una badante e giustamente ha il mese di ferie ………….per tre anni 3 giorni alla settimana partivo da alessandria e stavo ad Acqui a seguire mia medre …gli altri giorni li faceva mia sorella……poi siamo stati costretti a prendere una badante.
#2 by Miriam on 24 giugno 2011 - 5:25 am
Ciao Massimo, grazie per aver lasciato un commento. Io per lavoro scrivo, e quindi anche dove qualche volta non ci sarebbe molto da stare allegri riesco a vederci il lato ironico. Alla fine ci sono delle giornate in cui e’ meglio squotere la testa e riderci su. Io per adesso ho ancora tutto su di me, non ho bisogno di badante, mio marito e’ malato ma ringraziando Dio autosufficiente, ma credimi delle giornate non sono proprio allegre. Ti capisco credimi, se hai una storia “tragicomica” te la pubblico volentieri. Un caro Saluto, Miriam
#3 by nontibastava on 4 settembre 2011 - 3:50 pm
Ah! Io sto / sono stata “dall’altra parte” del caregiver
E comunque, un po’ per esperienza personale, un po’ per studio-lavoro, ho visto tante di quelle storie così… ed è proprio vero, il maggior supporto è spesso la rete informale di chi è nella stessa situazione.
#4 by Miriam on 4 settembre 2011 - 5:12 pm
Ciao! grazie per essere passata. Purtroppo si’ i malati si aiutano a vicenda…ma qualche medico umano ogni tanto si incontra. Ammetto pero’ che sono stanca, credo di essere sul burn out adesso, altra brutta gatta da pelare per i caregiver sfigati come me……
#5 by Panama foundation on 2 ottobre 2011 - 2:01 am
Non come malati ma come assistenti coniugi figli parenti di chi e malato.- .from ……..